Andrea Bonetti

“Da bambino non ero come gli altri, non vedevo come gli altri vedevano”

recita una poesia a me cara “Solo” di E.A. Poe, scoperta un giorno qualunque in un’adolescenza tranquilla di periferia.

 

Bambino timido ed introverso, ho dovuto da subito far fatica ad uscire a convivere con questo mio essere.

Sono nato in una famiglia tranquilla di impiegati statali e dal motto “la nostra famiglia non è fortunatissima”, i miei genitori mi hanno permesso con tanti sacrifici di fare moltissime esperienze, di studiare ma soprattutto mi ha trasmesso la sicurezza di una famiglia che c’è, una base solida, insegnamenti di vita a cui sono estremamente grato.

Ma anche una dose di insicurezza e lo spauracchio del fallimento con cui lotto ogni giorno.

Sono del segno zodiacale dell’acquario e solo gli acquario come me o gli appassionati di astrologia sanno cosa significa, la smania nell’esplorare, nel conoscere.
Mi è sempre piaciuta la letteratura e nel periodo del liceo prima e dell’università poi, ho divorato ogni sorta di romanzo e poesia. Troppe passioni, troppi interessi, decido di iscrivermi alla facoltà di lingue e discipline dello spettacolo, un percorso finito con estremo sforzo, proprio a causa delle lingue in cui non sono molto portato, ma il resto mi piaceva tantissimo.

Nello stesso periodo mi appassiono al teatro, grazie alle collaborazioni studentesche lavoro nell’ufficio relazioni internazionali della mia università sia in Italia che in Spagna. Ma lavoro anche nel terzo settore e nel commercio equo e solidale, con una piccola parentesi di lezioni private a un bambino capace ma un pochino svogliato e ad un bambino disabile.

Si avvia finalmente la fine del percorso della laurea triennale e una voce mi dice di continuare la passione del teatro: seguire un percorso formativo e divento light designer e lavoro per un periodo in una fabbrica che produce illuminazione per lo spettacolo.

Nello stesso periodo decido di continuare gli studi con la laurea specialistica e contemporaneamente continuare con gli spettacoli teatrali per una piccola compagnia,
l’organizzazione di eventi e con il terzo settore, divento un europrogettista.

In questa fase, grazie ad un documentario che stavo seguendo per un progetto che avevo proposto all’università, conosco un traduttore marocchino che mi porta nel mondo della traduzione e della formazione, decidiamo di aprire un’agenzia di traduzione (ma a te non piacevano le lingue?! Sì, ma adoro l’organizzazione e la costruzione del business).

Non vivo queste esperienze con superficialità, anzi, do il massimo, sono sempre interessato a comprendere i processi, le procedure, ciò che sottende.

Non mi sono ancora laureato in comunicazione e fino a questo momento ho capito che il light designer non è un lavoro per me, ho collezionato: una carriera da rapper con il gruppo che avevo fondato al liceo finita proprio quando stavo per afferrare un contratto discografico che poi è sfumato, una laurea discreta in lingue, collaborazioni universitarie, una parentesi di insegnante di lingua in un progetto per ragazzi difficili, organizzatore di eventi universitari, apertura di un’agenzia di traduzione e anche la mia uscita dal progetto.

Bene ma non benissimo, so che posso fare meglio o peggio.

Nel momento in cui mi laureo, nella confusione del “Cosa faccio ora?” (scusa e che vuoi fare più?) sono folgorato dal marketing digitale, sì, io che ho sempre avuto una certa antipatia nel confronto del pc. Frequento un corso in questo ambito. Ok, avevo trovato la mia strada… ma nel frattempo inserisco una piccola parentesi: navigo verso le coste della Sardegna per fondare una cooperativa di servizi per valorizzare il centro rurale dell’isola, un progetto di turismo, supporto alle imprese, ospitalità, un’impresa epica…

E nel frattempo? Urge un nuovo piano, serve liquidità e quindi, torno a Napoli decido di lavorare in un’azienda agricola biologica, mi occupo di lavorare nella vendita diretta, gestisco gli ordini online, curo un po’ la comunicazione dei canali social.

Un anno!

Riparto per la mia avventura sarda, ma i tempi sono lunghi, troppo lunghi per avviare il business e vivere a tanti km da casa è dura, i soldi scarseggiano e commetto un, forse, un errore (vabbè ne ho fatti abbastanza)… torno e decido di sfruttare il percorso fatto nel digital marketing e di cominciare a collaborare con un’agenzia di digital marketing. Una start up, resto nell’agenzia quattro anni, dove da poche più di 5 persone diventiamo più di 20. Ho la fortuna di scoprire tutti gli aspetti del digital marketing e di crescere tantissimo.

Nel frattempo, per una serie di vicende, l’esperienza in Sardegna si avvia alla fine, mentre un progetto che avevo scritto e presentato anni prima (ricordate l’europrogettista?) viene finanziato e per due anni lavoro in agenzia, mi occupo del progetto di turismo responsabile in Irpinia, lavoro come tutor in un ente di tutoraggio universitario e seguo come freelance ed esperto in comunicazione alcuni progetti del terzo settore (tranquilli non era concorrenza con l’agenzia).

Ad un tratto, il malessere, erano quattro anni in cui vivevo metà da impiegato con anche un ruolo di grande responsabilità, mi appassiono al project management e ai processi aziendali.

Eppure c’era una voce che mi chiamava che mi diceva che la strada dell’impiegato non era per me.

 

Lascio tutto!

Mi rimetto in discussione, lavoro come freelance e comincio il mio pellegrinare tra diverse esperienze, collaborazioni andate più o meno bene, clienti. Eppure non stavo dando il massimo, non era quella la strada.

Mi interesso di start up, continuo a studiare tantissimo, ancora più di prima coaching, comunicazione, marketing mi accorgo che una certezza nel mio acquario di esperienze c’è: sono appassionato di persone e procedure e la professione di freelance, in senso stretto, mi va stretta. Voglio sperimentare di più.

Ad un tratto, grazie anche ai compagni di viaggio e all’universo che ci ha fatto incontrare nasce Surf Digital. Un nuovo capitolo della mia vita, un nuovo percorso dove posso mettere in campo tutta la mia esperienza e condividerla con dei super alleati.