Dipendenza da notifiche? Chiedi ai tuoi ormoni

Dipendenza da notifiche? Chiedi ai tuoi ormoni

La nostra dipendenza dal digitale dipende dalle scariche ormonali.

Siamo nella savana preistorica.
Il nostro antenato, dopo giorni di caccia, è esausto.
Da lontano vede una preda da cacciare. Immagina tutto il cibo che quella preda, una volta catturata, può procurare a sé e alla sua tribù.
All’improvviso ha una scarica di dopamina nel sangue, dimentica la stanchezza, si concentra sulla preda e corre verso di lei.
È così che Madre Natura ci fa mantenere concentrati sull’obiettivo che desideriamo e visualizziamo. E quando raggiungiamo la meta, abbiamo una grossa scarica di dopamina che ci porta ad una piacevole sensazione di compimento come ricompensa per il duro lavoro svolto. E più abbiamo questi picchi di dopamina che ci fanno stare bene, più ne vogliamo.

E qui arriva il bello. Sembra tutto così meravigliosamente funzionale. Ma la medaglia ha sempre due facce. E in questo caso, l’altra faccia è che la dopamina crea una fortissima dipendenza. Può infatti generare connessioni neuronali che da un lato ci aiutano (vedi esempio del nostro antenato) ma che, dall’altro, ci possono ostacolare. infatti, tutte le dipendenze (alcol, droghe, NOTIFICHE etc) sono in realtà dipendenze da dopamina.

Tra parentesi hai letto “notifiche”. Ti dico subito che hai letto bene.

Trilli, vibrazioni e segnali luminosi dello smartphone che ci avvertono che è arrivato un messaggio, una email, un like ci inebriano.
Il ricevimento di una email, di un messaggio, di una notifica in generale è legato al pensiero (e quindi ad un picco di dopamina) che che ci sia in arrivo qualcosa di bello per noi.
Ci lamentiamo in continuazione che tutte queste notifiche ci infastidiscono, eppure, biologicamente, attendiamo con ansia l’arrivo della prossima notifica perché il nostro sistema attende con ansia l’arrivo della prossima scarica di dopamina.

E tale dipendenza può essere così forte che ci porta addirittura a controllare compulsivamente la posta elettronica, oppure lo schermo dello smartphone e ciò anche indipendentemente dal trillo, dalla vibrazione o dal segnale luminoso.

Se appena sveglio, ogni mattina, pensassi subito a farti un bicchierino di whisky, riterresti di essere dipendente dall’alcol?
E se appena svegli la prima cosa che pensiamo è guardare i nostri device per leggere tutte le nuove notifiche? Come dovremmo definirci?

Il primo passo per il cambiamento (verso uno stato migliorativo) è la consapevolezza.

Questa frase l’ho sentita da tutte le persone che ho incontrato nella mia vita e che mi hanno accompagnato verso un miglioramento.

Ebbene, possiamo partire dalle seguenti domande:

  • Se il telefono trilla mentre stiamo guidando, ti senti obbligato/a a controllare immediatamente chi ci ha scritto un messaggio?
  • Se stai cercando di finire un lavoro, e il telefono vibra sulla scrivania, ti senti costretto/a a controllare immediatamente?
  • La mattina appena sveglio e la sera prima di dormire , sei irresistibilmente attratto/a dal controllare le notifiche arrivate?
  • Anche se stai facendo attività che ti appassionano, all’arrivo di una notifica controlli immediatamente il device (smartphone, computer, tablet) anziché rimandare e finire prima ciò che hai iniziato?

Dalla risposta a queste domande puoi iniziare ad esplorare come incidono le notifiche nella tua vita professionale e nella tua vita in generale.

Ed ora uno spunto operativo (perchè dopo la consapevolezza è necessaria la concretezza 😉 )

  1. individua il tuo reale fabbisogno digitale professionale
  2. usa solo il digitale funzionale alla soddisfazione di tale fabbisogno
  3. trasforma la notifica (e la dopamina che ne deriva) da elemento distraente a scarica propulsivo nel per concentrarci sul raggiungere l’obiettivo desiderato

Tutto questo, si concretizza nell’incipit “gestisci il digitale, non farti gestire” (ne ho parlato anche nell’articolo che trovi qui) . E nel raggiungere numerosi vantaggi per la tua vita professionale come:

  • gestire in modo ottimale il lavoro;
  • eliminare la confusione e le urgenze;
  • dedicare tempo allo sviluppo dell’attività professionale;
  • avere più tempo per le proprie passioni.

Ti piacerebbe approfondire il concetto di reale fabbisogno digitale? Individuarlo nella tua professione? Gestire il digitale senza farsi gestire?

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Dettagli Claudio Nappo

Avvocato Giuslavorista appassionato di sviluppo personale e di digitale. Con una tendenza - sempre più evidente e preponderante - alla praticità e al digitale per rendere effettivi i vantaggi di un approccio aperto e sistematizzato e semplificato.

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