Sicuramente non hai il tempo per la trasformazione digitale

Sicuramente non hai il tempo per la trasformazione digitale

“Ma che fai ? Ti fermi? Con tutte le cose che ci sono da fare?”

Hai mai sentito questa frase? Sicuramente ora stai immaginando chi te l’ha potuta dire. Ti do un suggerimento: una persona che ti è veramente vicina in ogni istante, te stesso!

Eh già! Sicuramente ti capitano momenti in cui percepisci la necessità che qualcosa vada cambiato, che le cose “come le hai sempre fatte” forse possono essere migliorate. Inizi anche ad avere la consapevolezza che per migliorare ti devi fermare, nel senso che devi accantonare per un tempo quello che stai facendo (e come lo stai facendo) per capire come farlo diversamente. Ma poi una la vocina dentro di te ti urla contro: “Ma che fai? Ti fermi? Ci sono tantissime attività da fare!”

A questo punto a me sorgono delle perplessità.

Prima di tutto mi farebbe piacere capire come fa una “vocina” ad avere un tono di comando alla Hulk.

Poi bisognerebbe capire se le “tantissime attività da fare” sono realmente attività necessarie da fare (ma questa è una riflessione che necessita uno spazio tutto suo).

E poi, vorrei sapere: chi lo dice che fermarsi e imparare come fare (anche le stesse) attività in modo diverso non sia una cosa produttiva?

Potrei citarti teorie e studiosi illustri che dimostrano l’esatto contrario di quello che ci urla contro la nostra vocina. Ma vi potrei annoiarti (ma se vuoi avere info in merito puoi tranquillamente scrivermi sul mio account privato Telegram @clanappo).

Preferisco utilizzare il tempo che ti stai dedicando ad un esempio pratico.

C’era un tempo (quando avevo i capelli, dico io 🙂 in cui , per scrivere un documento a quattro mani, compivo le seguenti operazioni:

– scrivevo il documento
– lo salvavo in una cartella nominandolo “rev. 0”
– scrivevo una email
– allegavo alla email il documento
– lo inviavo al collega
– aspettavo
– il collega inseriva info, dati, modifiche ecc…
– il collega rinominava il file “rwv. 0.1” ad es.
– me lo inviava via email
– ed io iniziavo il walzer fino alla stesura del testo definitivo.

Per una singola attività (stesura di un documento a 4 mani) più di 10 sotto-attività (ognuna delle quali richiede dei micro slot di tempo).

Poi un giorno di più 4 anni fa l’illuminazione.

Un mentore mi fornì un nuovo approccio mentale all’utilizzo consapevole al digitale.

Zittii la vocina, presi una “pausa” dalle attività quotidiane e iniziai la trasformazione digitale del mio approccio al digitale e dei miei processi produttivi.

Calcoliamo quanti passaggi ho eliminato da allora ogni volta che devo lavorare a 4 mani su un documento. In pratica oggi con poche sotto attività copro le necessità che prima coprivo con più di 10 sotto-attività. Risultato? Più produttività e, soprattutto, più tempo per me e per le persone a me care 🙂

Andrea ha fatto anche un video per farvi vedere come siamo produttivi quando lavoriamo insieme utilizzando questo approccio.

Trovi il video accedendo al canale Telegram

Shaka!

Claudio Nappo

Dettagli Claudio Nappo

Avvocato Giuslavorista appassionato di sviluppo personale e di digitale. Con una tendenza - sempre più evidente e preponderante - alla praticità e al digitale per rendere effettivi i vantaggi di un approccio aperto e sistematizzato e semplificato.

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