“Smart working” e “Remote working”. Sinonimi o contrari?

“Smart working” e “Remote working”. Sinonimi o contrari?

Niente suspense. Ti do subito la risposta: non sono né sinonimi, né contrari.

Sono semplicemente diversi. L’uno deriva dall’altro e per questo hanno delle analogie formali. Ma per il resto, possiamo dire che sono molto diversi nella sostanza.

Scopriamo insieme il perché.

Smart working e remote working: differenze e chiarimenti

Con l’arrivo dell’emergenza Coronavirus a inizio 2020 il mondo, anche quello del lavoro, è stato costretto a rintanarsi in casa.
Per mesi interi, da casa abbiamo fatto quasi tutto, compreso lavorare (per quei lavori e libere professioni che hanno potuto). Si è fatta sempre più strada l’espressione “lavorare in smart working”.
Se avessimo avuto modo di ascoltare le telefonate fatte nei mesi di chiusura, alla domanda : “stai lavorando”? la risposta con alta probabilità è stata: “Si, sto lavorando in smart working da casa”.
Ed è proprio in questa espressione che si insinua l’errore (di definizione)
Bisogna fare molta attenzione a non confondere lo “Smart working”con il “Remote working”. Sono concetti che sembrano molto simili ma, in realtà, sono completamente diversi.
Prima di chiarire, nel dettaglio, le differenze, vediamo, in numeri, come si è sviluppato nell’ultimo anno il fenomeno di quello che ormai tutti chiamano smart working (ma che, il più delle volte, non lo è).

“Smart working”, dati statistici

Nel corso del 2019, in Italia, le persone che hanno lavorato in modalità smart working erano, circa, 570mila. I dati statistici sviluppati dal Politecnico di Milano evidenziano come questi numeri siano cresciuti in maniera esponenziale. Infatti, il numero di smart worker è salito a 6,58 milioni, considerando che gran parte delle organizzazioni, pubbliche amministrazioni e piccole, medie imprese hanno dovuto adottare questo metodo di lavoro.
Nonostante agli inizi di settembre parte di queste aziende sia tornata alla “normalità” il numero di impiegati ancora in smart working si è, comunque, attestato a circa 5 milioni.
In ogni caso, questo fenomeno ha contribuito alla riconversione di molte attività e alla digital transformation, sia di imprese ed anche dei liberi professionisti.

Vediamo in particolare la differenza tra smart working e remote working

Il remote working è stato definito come la naturale evoluzione del telelavoro, lo smart working, invece, fa parte della trasformazione digitale in atto.
Si può quindi asserire che lo smart working nasce come sviluppo del remote working, in quanto realizzato grazie all’innovazione degli strumenti digitali e dall’espansione sempre più rapida e diffusa della rete, ma ha una sostanziale differenza di innovazione.
Remote working e smart working, quindi, sebbene siano spesso utilizzati come sinonimo, presentano delle chiare differenze.
Con smart working si intende un nuovo modo di approcciarsi al lavoro creando una nuova concezione di lavoro che ha trasformato lo spazio fisico di un ufficio in luogo d’incontro. Le tecnologie, altro elemento fondamentale, servono a rendere più semplice la collaborazione tra colleghi e a garantire la migliore flessibilità e mobilità. Questi elementi servono a rendere i lavoratori più responsabili e a far nascere un modello lavorativo che viaggia per obiettivi. Fondamentale, per la buona riuscita di questi obiettivi, è la completa fiducia tra colleghi e con i responsabili, affinché si realizzi la massima produttività e il miglior benessere.
Smart working è, quindi, un modo innovativo di intendere il lavoro, con alla base la fiducia, le responsabilità e la collaborazione.

In cosa sono diversi Remote working e Smart working?

Il Remote Working, consiste nello svolgere la prestazione lavorativa in un luogo esterno ai locali aziendali, da una postazione che viene concordata con il datore di lavoro, anche dalla propria abitazione, utilizzando gli strumenti necessari (computer, tablet, smartphone…), negli orari stabiliti dal contratto di lavoro. Possono svolgere il Remote Working (alias telelavoro) tutti i tipo di professionisti a cui è possibile svolgere la propria attività senza doversi necessariamente recare in ufficio, e che possono farlo dove ci sia una connessione alla rete aziendale o la possibilità di inviare messaggi e file.
Nello Smart Working il lavoro è svolto senza una postazione fissa : può essere all’esterno dei locali aziendali o al loro interno, e può essere effettuato ovunque si disponga di una rete Wi-Fi.
La differenza sostanziale può pertanto essere identificata nel diverso grado di libertà del lavoratore: a maglie strette per il Remote Working, dove l’unica libertà – tra l’altro concordata – è il luogo di svolgimento della prestazione , a maglie larghe per lo Smart Working , dove la libertà su dove e quando svolgere il lavoro è ampia nel rispetto del raggiungimento dell’obiettivo prefissato

Conclusioni

Smart working e remote working sono due concetti differenti. Una differenza che non riguarda le soluzioni tecnologiche, che consentono in entrambi i casi di accedere a servizi e dati aziendali a distanza, ma il tipo di rapporto che si instaura con i lavoratori, ovvero un tipo di approccio lavorativo che si basa sul dare maggiore responsabilità e fiducia ai lavoratori nel caso dello Smart Working genuino.

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