Trasformazione digitale: significato e falsi miti

Trasformazione digitale: significato e falsi miti

Intorno alla trasformazione digitale si stanno sviluppando una serie di falsi miti, vere e proprie leggende e scuole di pensiero (più estreme di quelle relative all’amatriciana: ci vuole o non ci vuole la cipolla nell’amatriciana?😊)

Oggi, proviamo a sfatarne alcuni.

Per trasformazione digitale si intende “un nuovo scenario competitivo di economia digitale dove tecnologia, modelli di business e processi sono ri-organizzati o combinati ex novo al fine di generare valore incrementale, in modo più efficiente” ( definizione di Brian Solis).

Questa definizione è abbastanza riduttiva e tecnica.

La trasformazione digitale è un vero e proprio cambio epocale nella nostra società (ne abbiamo parlato in questo articolo)

Ora voglio sviluppare il tema della trasformazione digitale con riferimento ai falsi miti che si stanno creando in relazione al mondo del libero professionista.

Partiamo con il primo:

LA TRASFORMAZIONE DIGITALE È SOLO PER LE AZIENDE

Uno dei concetti più forti in questo momento è quello che la trasformazione digitale riguarda solo industrie e aziende.
In realtà non è così, è una definizione facile che potremmo addirittura definire mainstream. È un po’ come affermare che la rivoluzione del carbone abbia coinvolto solo il treno.
In realtà è un processo ampio che riguarda tutti gli ambienti lavorativi, anche (e soprattutto direi) le professioni.
Ogni professionista è chiamato a misurarsi con questo cambiamento, ogni aspetto della nostra società è coinvolto nella trasformazione digitale.

Quindi NO! La trasformazione digitale non riguarda solo le industrie e le aziende.

LA TRASFORMAZIONE DIGITALE E I SOLDI

La trasformazione digitale ha necessità di tanti soldi, cioè di grandi investimenti.
Se parlassimo di industria 4.0, questo mito avrebbe un fondo di verità. Sicuramente per un libero professionista il mito ritorna ad essere tale. Non possiamo parlare proprio di “grandi investimenti”. Ad esempio:
– Abbonamento ad alcune piattaforme digitali, sì vero ma i costi annui il più delle volte sono veramente irrisori, soprattutto se la scelta della piattaforma e del piano di investimento viene fatta in base alle effettive necessità digitali del professionista.
– Tanta formazione (parlerò dopo di questo punto), ma soprattutto formazione di qualità personalizzata e dedicata da cui deriva una gradualità di investimenti che rende il tutto più che fattibile.
– Nuovissime tecnologie richieste ma vale sempre lo stesso principio: solo quello che serve necessariamente (ovviamente bisogna mettere in cantina la macchina da scrivere :-).

Quindi NO! La trasformazione digitale non ha bisogno di grandi investimenti per il libero professionista, ma di una attenta analisi semplificata, personalizzata e sistematizzata per fare degli investimenti utili e mirati.

Anzi, ti dirò, spesso accade che quello che ci serve davvero è anche total free.

LA TRASFORMAZIONE DIGITALE È UN SOFTWARE

La trasformazione digitale non è un software, non è legata ad un software, anzi il software è l’ultimissima cosa, e addirittura si software è legato ad un processo.
La trasformazione digitale è un agire sui processi, sull’organizzazione ma soprattutto sul mindset, sull’ impostazione mentale.
Bisogna che ci sia l’apertura al digitale, l’apertura al nuovo.
Bisogna lavorare sulla semplificazione, sulla personalizzazione e sulla sistematizzazione digitale della nostra attività professionale.

Quindi NO! La trasformazione digitale non è un software e non ha bisogno di software specifici, ma necessita di un cambio di mentalità, di atteggiamento, di prospettiva.

LA TRASFORMAZIONE DIGITALE HA BISOGNO DI COMPETENZE SPECIFICHE

La trasformazione digitale ha bisogno di competenze specifiche. Questo è vero solo in parte, la trasformazione digitale non ha bisogno di competenze specifiche tecniche, ha bisogno però di quelle competenze trasversali che ci aiutano a:
– Imparare continuamente
– Far crescere il nostro mindset
– Essere curiosi
– Voglia di mettersi in gioco
– Apertura mentale

Quindi NO! La trasformazione digitale per i liberi professionisti non ha bisogno di competenze tecniche specifiche.

Se vogliamo progettare un’intelligenza artificiale che parli con i clienti al nostro posto, forse Sì :-), ma in linea di massima il modo migliore per rapportarsi alla Trasformazione digitale è quello di lavorare sul proprio mindset, il digital mindset, quello che noi chiamiamo DIGITAL MINDSET PLUS (clicca qui per conoscerlo).

LA TRASFORMAZIONE DIGITALE È PER MANAGER

La trasformazione digitale riguarda tutte le persone che fanno parte di un ecosistema, e non solo i manager.
Riguarda collaboratori, fornitori, dipendenti. E ovviamente riguarda il manager della libera professione: il professionista.
Bisogna guardare la trasformazione digitale come un sistema totale in cui tutti siamo chiamati ad interagire, in cui tutti ne facciamo parte.

Quindi NO! La trasformazione digitale non riguarda solo una parte delle organizzazioni ma riguarda tutti e tutti siamo chiamati a parteciparvi.

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Shaka!

Andrea Bonetti

Dettagli Andrea Bonetti

Primitivo digitale, ha rifiutato per anni la tecnologia per poi innamorarsi della comunicazione, dei processi, dell’innovazione e del digital.

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