La trasformazione digitale comincia da te

La trasformazione digitale comincia da te

Dal titolo sembra quasi che voglia imputare a te la totale responsabilità.
Hai perfettamente ragione. È proprio così.

Non sono sadico, solo realista.
Te lo dimostro.
Proviamo a scomporre la parola “responsabilità”.
Ritroviamo due parole: “Respons” e “Abilità”.
Possiamo quindi parafrasare la parola responsabilità in “abilità di rispondere”. Si , ma di rispondere a cosa?

Di rispondere circa il raggiungimento degli obiettivi che si è deciso di prendere in carico.

Quindi, tutto comincia da te. Anche (e per noi soprattutto) la trasformazione digitale della tua attività professionale.

Ma andiamo per gradi.

Comincia da te il divenire consapevole di aver perso il controllo del tuo tempo e della tua attività professionale e di essere schiavo delle urgenze e della confusione.

Comincia da te il divenire consapevole che, se è vero tutto quanto detto due righe sopra, il tuo rapporto con digitale è di sudditanza e non di alleanza. E che questo ti provoca frustrazione considerandolo un “nemico necessario”.

Comincia da te l’essere consapevole che l’attuale atteggiamento e gli attuali comportamenti che hai nell’uso quotidiano del digitale non ti porteranno in un’altra direzione rispetto a quella in cui ti stai dirigendo in questo momento.

Del resto, è stupido pensare che facendo le cose sempre allo stesso modo si possano ottenere risultati diversi. Bella questa frase, vero? Non è farina del mio sacco. È il mitico Albert Einstein che lo ha detto.

Ora troverai meno irriverente la frase che ho scritto ad inizio dell’articolo.

La trasformazione digitale, così come qualsiasi altra trasformazione oserei dire, comincia proprio da te.

“Si si , in teoria tutto quadra” – mi ha detto un amico a cui ho letto questa riflessione.

Ed ha ragione. Il cambiamento passa anche dalla esperienza pratica. E chissà, magari accontentiamo il nostro amico Albert iniziando a fare qualcosa di diverso (per ottenere, ovviamente, risultati diversi ;-).

Poche righe sopra ho evidenziato la necessità di iniziare a rendersi consapevoli che si può essere in un rapporto di sudditanza con il digitale e che questo ci provoca frustrazione e confusione.

Ebbene, proviamo a fare esperienza pratica:

In un giorno della settimana a tua scelta, nel lasso di tempo compreso tra quando ti svegli fino a dopo pranzato – se ti sembra troppo prova almeno tre ore da quando ti svegli -, disconnettiti da qualsiasi dispositivo digitale. In pratica, non utilizzare smartphone, computer , televisione, assistente vocale, internet in generale ecc.
Dopo pranzo (o trascorse le tre ore), torna ai tuoi comportamenti abituali di utilizzo del digitale.
Prima di andare a dormire, dedicati in solitaria giusto 5 minuti: ripensa alla giornata appena trascorsa e su di un foglio di carta (preferibilmente un’agenda da avere sempre con te) scrivi:
l’emozione più contrastante e inusuale che hai provato nel corso di questa giornata;
un beneficio che senti di aver ricevuto da una simile giornata;
un maleficio che senti di aver ricevuto da una simile giornata;

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Shaka!

Dettagli Claudio Nappo

Avvocato Giuslavorista appassionato di sviluppo personale e di digitale. Con una tendenza - sempre più evidente e preponderante - alla praticità e al digitale per rendere effettivi i vantaggi di un approccio aperto e sistematizzato e semplificato.

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