Nuova cultura digitale: cosa devono sapere i professionisti

Nuova cultura digitale: cosa devono sapere i professionisti

“Quando cambia l’infrastruttura cigola tutto” (Stan Davis)

Tra gli aforismi che amo condividere nel mio canale ogni mattina ho trovato questa frase appuntata da tempo (se sei incuriosito, puoi guardare il canale Telegram cliccando qui).

Allora non le diedi molto peso riflessivo. Mi sembrava anche banale. Eppure…

Analizziamola insieme.

Partiamo dal concetto di “velocità esponenziale di cambiamento tecnologico”.

Quando Ford ha creato la catena di montaggio è cambiata la struttura.
Ed e è iniziato a ”cigolare” l’approccio al lavoro. I lavoratori, abituati ai tempi del lavoro nei campi, hanno dovuto adeguarsi. Hanno dovuto adeguare la loro professionalità e il loro approccio mentale e fisico al lavoro e alla “tecnologia” da applicare al lavoro (NB l’aratro è una tecnologia di lavoro, così come la catena di montaggio, così come il personal computer).

Il tempo di adattamento (alias cambiamento), nel caso della cosiddetta prima rivoluzione industriale e prima vera trasformazione dell’approccio al lavoro e alla sua tecnologia, è stata più o meno adeguata alla capacità e necessità dell’essere umano lavoratore di adattarsi.

I professionisti di quel tempo sono riusciti a gestire (o meglio, hanno avuto il tempo di gestire) il “cigolio” derivante dal cambio di infrastruttura.

Facciamo un salto nel tempo ed arriviamo ai giorni d’oggi. Arriviamo al tempo della cosiddetta era della trasformazione digitale.

Anche in questo caso c’è stato un “cambio di infrastruttura” e, più di ogni altra epoca, è iniziato a “cigolare” tutto.

In linea teorica non sembra esserci nessuna differenza con la rivoluzione industriale avviata da Ford. Tranne che per una differenza sostanziale. In questa rivoluzione (alias trasformazione) digitale il lavoratore professionista non ha avuto (e, sempre più, non ha) il tempo di adeguare la propria cultura alla gestione di una tale onda travolgente. Un’onda (quella della trasformazione digitale) che va ad una velocità che non da il tempo per il naturale adeguamento di approccio mentale.

In questi casi, cioè quando si ha un cambiamento senza il necessario tempo di adeguamento , cosa accade? Semplicemente, si va in default. E si gestisce la nuova infrastruttura con il vecchio comportamento (alias atteggiamento).

Risultato? Un “cigolio” assordante che ci fa pensare di non avere più terreno stabile sotto i piedi.

In questo scenario, l’intervento dell’uomo (professionista) è fondamentale.

E già. Perché più la tecnologia digitale diventa influente all’interno della nostra vita professionale (e non solo) più è fondamentale un controllo da parte nostra. E ciò per far si che la tecnologia digitale sia al nostro servizio e non il contrario.

E come può avvenire nello specifico il controllo di noi professionisti sulla tecnologia digitale?

Con un rinnovato impegno culturale sull’approccio da avere alla base dell’uso della tecnologia digitale.

È necessario lo sviluppo di un nuovi comportamenti circa l’utilizzo della tecnologia digitale.

Un percorso che parte dai comportamenti che abbiamo utilizzato fino ad ora per arrivare ad utilizzare i nuovi comportamenti (il nuovo approccio) all’utilizzo del digitale.

Così da riuscire a non farci travolgere ma anzi riuscire a cavalcare l’onda della trasformazione digitale e far diventare la tecnologia digitale un vero alleato per migliorare la nostra professione e la nostra vita in generale.

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Shaka!

Claudio Nappo

Dettagli Claudio Nappo

Avvocato Giuslavorista appassionato di sviluppo personale e di digitale. Con una tendenza - sempre più evidente e preponderante - alla praticità e al digitale per rendere effettivi i vantaggi di un approccio aperto e sistematizzato e semplificato.

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